#FioreGiallo n° 19 (o della ricerca di sé)

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Dopo un paio d’ore immerso in ottime letture sui siti degli amici blogger, che trascuravo da qualche giorno, e altri che attraverso loro ho avuto il piacere di scoprire…

…e prima di mettermi a fare la valigia, apprestandomi a partire per un “lungo” viaggio di ben due giorni nella gran Milàn, in giro fra mostre e musei, stuzzicanti prelibatezze e ottimi vini, ottimamente selezionati dagli amici di Enoteca Palazzo Mentone in quel del Mercato Metropolitano ai Navigli (il tutto, però, giammai portando con me la voglia di non tornare più, che mica sto andando a Roma, che diamine 😉 )…

…mi pareva cosa buona e iusta lasciarvi con un nuovo capitolo del mio personale cammino di ricerca del perché scrivo. E, naturalmente, con il mio altrettanto personale augurio di buon weekend!

Avatar di Dario AngeloNove fiori gialli

ALERIA © 2013 maurimarino, per gentile concessione. https://www.flickr.com/photos/maurimarino/ ALERIA © 2013 maurimarino, per gentile concessione. https://www.flickr.com/photos/maurimarino/

Dunque, dove eravamo rimasti.
Ah, sì. Un paio di fiori gialli fa, avevo iniziato a ripercorrere il mio personale sentiero alla scoperta del perché scrivo. Riportando alla luce, tanto per cominciare, un paio di concetti semplici e chiari.

Scrivo perché devo.
Scrivo perché non so fare altro.

Proseguiamo.

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Sì, ma… qual è la domanda? (opening)

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Finalmente, anche il caro Dave (al secolo John David Sallinger, giornalista, insegnante, scrittore, donnaiolo) fa il proprio debutto nell’universo di Hazen Mavi. Aveva così tante cose da raccontare, giusto per introdurre la propria storia, che ho dovuto suddividere il suo primo intervento in tre parti. Questa è la prima. Spero che vi piaccia, e vi induca a leggere il seguito. Che non si farà attendere molto, è già tutto pronto… una volta tanto, ho imparato a fare le cose in anticipo, invece di prima annunciarle e poi chissà 😉
Buona lettura!

Soffitti sconosciuti

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suzuka-2000

Suzuka, 08/10/2000. Podio del Gran Premio del Giappone di Formula 1: Michael Schumacher festeggia il primo posto e con esso il mondiale piloti appena conquistato con la Ferrari, in mezzo ai rivali Mika Hakkinen e David Coulthard della McLaren Mercedes

Immagino che a qualcuno potrebbe venire spontaneo domandarmi: perché hai scelto di intitolare un post, che apri con una foto di Michael Schumacher, come il secondo episodio di Evangelion?
Ho almeno un paio di buone risposte.
La prima è facile: entrambe le storie si svolgono in Giappone.
La seconda è più personale: proprio come Shinji, anch’io quel giorno aprii gli occhi su un soffitto sconosciuto. Solo, non ero reduce da un combattimento con un Angelo, ma da un genere di confronto molto più piacevole 🙂
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Il popolo dell’autunno

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© maurimarino 2013, per gentile concessione. Cliccare sulla foto per accedere al portfolio dell’autore

Ieri sera, per la prima volta da mesi, preparandomi al sonno e alla notte ho abbassato la saracinesca della finestra di fronte al mio letto. Un vero peccato. Adoravo svegliarmi alle prime luci del giorno, nel vero senso della parola.
Ma fuori era buio, pioveva e faceva piuttosto freddo. La saracinesca abbassata si è resa necessaria per questioni di coibentazione. Per lo stesso motivo, anche qui dopo mesi in cui ne ho fatto volentieri a meno, prima di infilarmi a letto ho ritenuto di indossare un pigiama leggero.
Questa mattina, al mio risveglio, fuori era buio, pioveva e faceva piuttosto freddo. Ancora.
Decisamente, l’estate è ormai finita e l’autunno è arrivato a prendere il suo posto.
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Elogio del piatto unico

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Quest’oggi, ora di pranzo, sapevo già di non avere in casa cibi freschi. A parte un cesto di frutta. Non avevo avuto tempo di andare a fare la spesa, e ne avevo poco, di tempo, anche per cucinare.
Così, ho aperto l’anta della dispensa e fatto un rapido inventario delle scorte disponibili. Mmm…. pasta, piselli, tonno, peperoni grigliati sott’olio.
E ho pensato: pasta col tonno, buonissima. Peperoni grigliati col tonno, la morte sua. Perché non provare a mettere insieme il tutto?
Ed ecco fatto. Il risultato visivo lo potete apprezzare qui sopra, con quel tocco di giallorosso che sta sempre bene ovunque 🙂

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#Fioregiallo n° 18 (o della beata solitudine)

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Originally posted on Nove fiori gialli:
…e mentre io guardo la tua pace, dorme quello spirto guerrier ch’entro mi rugge. Ugo Foscolo,…

Un gelato divino a #Cheese2015

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Intermezzo gastronomico, che data la kermesse in corso a Bra in questi giorni (e fino a tutto domani) ci sta a puntino.
Sono reduce da un’eccellente sabato sera gastronomico a #Cheese2015 che ormai, per me e alcuni amici altrettanto affezionati ad appuntamenti consimili, è diventata una tradizione irrinunciabile. Come per molti altri braidesi, oltre a una marea di turisti che ogni due anni confluiscono qui da ogni dove.
Ieri sera, devo proprio riconoscerlo, più ancora di precedenti edizioni, mi sono tolto delle belle soddisfazioni. Introdotte, a fine pomeriggio, da una chicca straordinaria che vi voglio segnalare.
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#SottoUnUnicoCielo: nessuna cosa al mondo

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Il terzo vascello che si stacca dalla nave madre è pavesato a festa con colori vivaci, proprio come i primi due.
Solo che questa volta si tratta di colori speciali: il giallo e il rosso. Giallo come il sole, rosso come er core mio.
Perché per me non c’è nessuna cosa al mondo maggior di Roma 🙂

testa e core

Il 21 novembre 1999 si giocò un derby Roma-Lazio che ancora oggi costituisce un gran bel ricordo, per me come per tutti gli altri tifosi della Roma. Sia perché la Maggica si impose con un 4-1 che non ammetteva replica, ma soprattutto per il fatto che il punteggio a nostro favore maturò nell’arco dei soli primi 30 minuti, con una sequenza perfetta di centri a firma Delvecchio-Montella-Delvecchio-Montella. A quel punto l’arbitro avrebbe anche potuto fischiare la fine, per evitare ai malcapitati cugini la sofferenza di un’altra ora di gara. Peccato il regolamento non preveda questa eventualità 🙂

Per l’occasione, ai piedi della Curva Sud campeggiava uno striscione che passò alla storia, il cui testo recitava: TU NON VEDRAI NESSUNA COSA AL MONDO MAGGIOR DI ROMA.
Un’affermazione che condividevo, e condivido, appieno.
Sono consapevole del fatto che, per poter dire una cosa simile senza tema di smentita, uno dovrebbe averlo girato un po’, il suddetto mondo. Il fatto è che, prima ancora di un luogo fisico ben definito, articolato e complesso, Roma è prima di tutto un luogo dell’anima e della storia. E come tale è infinito, non può conoscere termini di paragone.
Almeno per chi ami Roma come me, tanto da sentire di appartenere alla Città Eterna anche se nato e vissuto (finora) 700 km più a nord, senza nemmeno vantare alcun legame di parentela con la Capitale, neanche alla lontana.
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