Sarà tre volte Natale…

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Roma, dicembre 2020 – Lungotevere Raffaello Sanzio in prossimità di Ponte Sisto

…e festa tutto il giorno.

Buon compleanno Roma.
Tienimi caldo un letto, che tornerò prima di quanto si possa immaginare.
Non vedo l’ora.

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La matematica dei miracolati

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(Immagine gratuita scaricata dal web)

Siamo circondati da legioni di miracolati.
Questo era già assodato, e da lungo tempo.
Gente la cui sorte, nelle epoche in cui la selezione naturale svolgeva ancora, anche nei confronti del genere umano, il proprio ruolo severo ma giusto di livellamento delle forme di vita meno adatte a prosperare, riprodursi e progredire, avrebbe avuto il proprio destino segnato in maniera ineluttabile.
Un destino breve e misericordioso1.

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Feliz Navidad (ah, no…)

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Ella y yo a favor de la camara

Buona Pasqua e buona resurrezione a tutti!

Mi (anzi, ci) è gradita l’occasione per mostrare all’universo mondo del web la prima immagine frontale in assoluto della coppia più chiacchierata degli ultimi anni.
(Eh sì, ho tagliato i capelli, un mattino c’era aria di rinnovamento e cambiare i mobili di casa costava di più 😀 ).

Sempre per l’occasione, introduco qui un logo nuevo nuevo che levati, appena creato da me medesimo apposta per noi due (lo so, quella dei loghi è una mia fissazione, ma che ce volemo fa’).
Com’è facile intuire è costruito sulle iniziali dei nostri nomi. Come mi chiamo io lo sapete. Lei invece si chiama Geydi, si pronuncia con la G iniziale aspirata come la J di Josephina (mi raccomando, che ci tiene) e attraverso varie vicende che non stiamo qui a raccontare è alfin giunta a me da quel particolare e affascinante luogo del mondo che è La Habana Nueva de Cuba, olè.

E ora che ci siamo presentati, vi rinnoviamo i nostri più sentiti auguri: per la festività in sé e perché sia l’ultima per parecchio tempo che ci imponga di uscire per strada mascherati e distanziati.

Felices Pascuas!

G&D

Il senso della vita, secondo me

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Ella y yo, un sábado por la mañana, con el sol detrás de nosotros

Cara Diemme,

le domande che ti poni sono semplici e al tempo stesso esistenziali, scatenano riflessioni complesse che richiedono di venire ponderate con particolare cura, facendo appello a un sereno contemplativo distacco che per fortuna di questi tempi non mi fa difetto. Provo a risponderti procedendo a braccio, in ordine sparso.

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L’infinito poteva attendere

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Tutto ciò che non dirò altrove

Matita, china e matite colorate © Dario Angelo, agosto 1997. Da originali di vari artisti, fra cui Roberto De Angelis (per Nathan Never)

Sabato, 19 gennaio (7° giorno)

Quel sottoinsieme di me che, quando se ne ricorda, veste panni di blogger, compie oggi 8 anni. Un numero interessante. Equilibrato, rotondo, simmetrico.
Girandolo di 45° in un verso o nell’altro, il numero otto pare quasi identico al simbolo dell’infinito. Che a propria volta esprime un concetto interessante. Qualcosa di estremamente astratto con cui a volte  ci misuriamo, ma che riusciamo a malapena a concepire, figuriamoci a comprendere.
Eppure, ci piace (a me per primo) rigirarci in bocca parole come questa, infinito, appunto; quasi a volerne assaporare il mistero, illudendoci di acquisire maggiore familiarità, dunque comprensione del concetto, così, per osmosi, abituandoci all’uso del termine.

Ebbene, si diceva, sono ormai otto anni. Forse non dovrei sottolineare la ricorrenza, non solo perché mio…

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Tú me vuelve loco

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Tutto ciò che non dirò altrove

Funziona così.
Lei mi manda questo video, mentre sono steso sul lettino della Dany a farmi fare un nuovo tatuaggio. Un lavoro programmato da tempo, ma che, per l’idea che contiene, si incastra in questo esatto momento di congiunzioni cosmiche con perfetta giustezza e pertinenza.
Mentre la Dany incide sottopelle da par suo, con mano gentile e sicura, io le racconto di lei. Fin qui nulla di strano, in questi giorni sto raccontando di lei a tutti coloro a cui tengo. Credo possiate intuire il perché. Sono convinto, sapete, che le cose migliori capitino quando siamo pronti a riconoscerle, e a viverle in modo grato, naturale, pieno. Come dite? Se mi sento pronto in questo particolare contesto? Facciamo così: prendetevi cinque minuti di pausa, andate a fare altro, distraetevi dall’argomento qui trattato. Poi tornate a leggere il resto. Sarà più o meno il tempo che occorrerà a me per ricompormi…

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Too weak to fall

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Tutto ciò che non dirò altrove

Brandon Lee, The Crow © Julian Vlad 1996. Matita e china, riprodotto da un’elaborazione grafica di autore sconosciuto

Mi ero ripromesso di non farlo più.
Riapparire dopo una lunga assenza con un post pieno di entusiasmo, una sorta di “cari amici rieccomi a voi”, spiegare il perché e il percome fossi stato via così a lungo.
In un passato recente avevo optato per una cosa come questa, in cui dico ciò che ho da dire raccontando una storia a tema libero sia pure con un intento preciso.
Del resto, pensavo fra me, non c’è nulla che io debba davvero scrivere, dire, precisare. Di punto in bianco si ricomincia e si va avanti.
Ma, nemmeno, dev’esserci per forza una sola strada. Mi piace rimettere in discussione le mie idee, assecondare l’ispirazione del momento anche se questo può significare contraddirmi. Amo contraddirmi. Voi no?
Dunque, cari amici, rieccomi a voi.

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