#FioreGiallo n° 22 (o dei cattivi maestri)

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Una risata rende liberi… e allunga la vita 😉

Avatar di Dario AngeloNove fiori gialli

Leslie Nielsen nei panni di un prete esorcista in “Riposseduta”

Giusto per restare in tema di ciò che scrivevo solo pochi giorni fa, ho rispolverato dalla mia agenda di appunti letterari un testo satirico che in fin dei conti non lo è nemmeno tanto, pieno com’è di amare verità.

Il testo, o meglio, il libro in questione, come recita il sottotitolo è un “manuale di autodifesa dalla religioni (quasi tutte)” dal titolo Vade retro!, scritto da quei satanassi del collettivo Spinoza con la collaborazione di Vauro, autore di alcuni disegni e vignette delle sue.
Acquistai e lessi questo libro circa 3 anni fa, dietro suggerimento di una giovane collega, e mi piacque talmente che ne rastrellai tutte le copie disponibili in quel momento su eBay, per farne dono agli altri miei colleghi di allora – nonché agli amici più stretti – allo scopo di festeggiare un “lieto evento”.

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#VociAmichedalWeb: Ro

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Foto di sabbie bituminose nell'Alberta, Canada

Foto di sabbie bituminose nell’Alberta, Canada

Oggi vorrei parlarvi di Ro, che insieme a Bachelorette e Davide aka Love2lie costituisce l’attuale formazione di FarOVale, un blog a più mani e più voci che a parer mio si integrano fra loro assai bene, per stili, caratteri, argomenti, offrendo un variegato ventaglio di buone letture, spunti di riflessione, divertimento e informazione. Che poi è tutto quanto di buono dovrebbe saper offrire un blog.
Nell’articolo sottoriportato, di un paio di settimane fa, Ro introduce in maniera direi non poco accattivante l’ultimo lavoro di Naomi Klein, che ci racconta di piacevolezze assortite in tema di inquinamento, economie fuori controllo e folle depauperamento dell’ambiente. Questi ultimi commenti sono miei, e parlo di economie fuori controllo per almeno un paio di buone ragioni.
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Sì, ma… qual è la domanda? (ending)

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Fine. Del prologo. Il caro Dave ritornerà presto, per raccontarci la sua storia vera e propria 🙂

#FioreGiallo n° 20 (o dei numeri perfetti)

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L’ho pubblicato qualche giorno fa su novefiorigialli, lo ribloggo qui, ora. Sentivo il bisogno di un momento di leggerezza.

Amsterdam, Amsterdam Arena, 29 giugno 2000. Nella semifinale degli Europei l'Italia elimina ai rigori i padroni di casa dell'Olanda, con un'epica partita difensiva in 10 contro 11 e sorretta dalle parate di Toldo, capace di neutralizzare ben 3 rigori di cui il primo nei tempi regolamentari. Il terzo rigorista azzurro è Francesco Totti, che spiazza Van der Sar con il primo (che da lì in poi diventerà leggendario) rigore "a cucchiaio" della propria carriera

Amsterdam, Amsterdam Arena, 29 giugno 2000. Nella semifinale degli Europei l’Italia elimina ai rigori i padroni di casa dell’Olanda, con un’epica partita difensiva in 10 contro 11 sorretta dalle parate di Toldo, capace di neutralizzare ben 3 rigori, il primo nei tempi regolamentari. Il terzo rigorista azzurro è Francesco Totti, che spiazza Van der Sar con il primo rigore “a cucchiaio” della propria carriera. Un gesto tecnico, eseguito spesso anche in azioni manovrate, che diventerà il suo marchio di fabbrica.

Questo ventesimo fiore giallo si è fatto attendere a lungo, tant’è vero che nel frattempo ho scritto d’impulso e già pubblicato il ventunesimo, e pazienza se la sequenza numerica non risulterà perfetta.
Si è fatto attendere, perché il 20 per me rappresenta qualcosa di particolare. Un bel numero, rotondo; il doppio di 10, che è il numero perfetto per eccellenza. Il 20 è giorno in cui sono nato, era un giovedì.
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Libera nos a malo (seconda parte)

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© maurimarino 2013, per gentile concessione. https://www.flickr.com/photos/maurimarino/

(segue dalla prima parte)

Io non ho una fede in senso religioso, la mia sola fede è di carattere sportivo, la mia sola fede è giallorossa; ma posso capire che, per chi nutre una fede in un’entità superiore e benevola, questa fede possa essere vissuta come un dono, una fonte di sicurezza e di ispirazione.
Ciò che trovo sconvolgente è la possibile dicotomia che un uomo o una donna di fede (o che sia convinto di esserlo) può manifestare: farsi ispirare alla pace, alla fratellanza, all’amore universale. Oppure, lasciarsi convincere che qualunque cosa gli venga chiesto di fare o di pensare, sotto il profilo etico, sociale, religioso, finanche ammazzare degli innocenti, sia conforme alla volontà del dio in cui crede; volontà che gli viene espressa da coloro che si sono autoproclamati portavoce della divinità. E tanto per chiarire il concetto, e il mio pensiero, anche il capo della chiesa cattolica è uno di costoro.
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Libera nos a malo (prima parte)

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Mo che c’azzeccano i Normanni, si domanderà qualcuno?
Pressoché nulla. Ma, ho scoperto in rete, la formula “libera nos domine” era usata nel basso medioevo, per invocare la protezione celeste contro le scorrerie normanne. Diciamo quindi che si tratta di uno spauracchio come un altro.

Nell’incrociarsi di reazioni, articoli e commenti che si rincorrono sul web da sabato mattina, giorno in cui ci siamo svegliati tutti più impauriti alla notizia della feroce barbarie che nella vicina Parigi ha stroncato la vita di 132 persone innocenti, ho colto diverse impressioni e alcuni ragionamenti condivisibili, oltre a un (suppongo inevitabile) mare di stupidaggini assortite. A stretto giro riproporrò alcuni dei contributi che ho trovato meritevoli di discussione.
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Sweet november

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La vita è quella cosa che accade mentre stai facendo altri piani.
Non ricordo più chi l’abbia detto, o scritto. Ma mi è tornato in mente negli ultimi giorni, assaporando i riflessi di questa estate indiana (o di San Martino, che dir si voglia) che, almeno nelle mie zone, stiamo attraversando.

Mercoledì, in particolare. Proprio il giorno di San Martino. Avevo fatto piani diversi, per quella giornata, soprattutto sotto il profilo lavorativo. Invece, per vari motivi non sono riuscito a combinare quasi nulla. Eppure.
Eppure, mi sono svegliato al mattino presto con la luce del sole che filtrava dalle tapparelle, annuncio di un altro bel giorno tiepido e illuminato dai colori dell’autunno.
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Un po’ di buonumore serale #2

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La domenica mattina, di solito, è tempo di faccende domestiche.
E questa mattina, fra un cambio di lenzuola e una sessione di stiratura camicie, a un certo punto mi è venuto da pormi una domanda esistenziale: ci sarà qualcun altro, in qualche parte del mondo, che oltre a due-tre cuscini a colori vivaci, di quelli che arredano più di quanto non servano ad appoggiarvisi, condivide il letto dove dorme con una tigre di peluche lunga 1 metro e 70 coda inclusa? 🙂
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La mostra su Leonardo continua: altri 14 mesi!

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Amici! apprendo oggi, e per doverosa completezza di informazione provvedo a condividere in men che non si dica, che la splendida mostra milanese su Leonardo da Vinci, di cui ho raccontato giorni fa, non è terminata come previsto insieme all’Expo, ma dato il grande successo di pubblico è stata prorogata in modo significativo: ben 14 mesi, cioè fino alla fine del 2016. Sulle prime ho pensato a un errore di stampa, poi ho preso visione del comunicato ufficiale, che potete leggere sul sito di Leonardo3.net oppure qui di seguito: Milano2015-ComunicatoStampa15-30-09-2015 .

Colgo l’occasione per linkarvi un’ottima galleria di immagini, sempre dal sito degli organizzatori, che può meglio illustrarvi alcuni dei contenuti; e per augurarvi buona visita, poiché sono certo che non vi lascerete scappare l’occasione 🙂

#FioreGiallo n° 21 (o del piacere come equilibrio di sé)

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Gustav Klimt Judith I, 1901. Olio su tela 84 x 42 cm https://goo.gl/M4u7d5

Gustav Klimt, Judith I, 1901. Olio su tela 84 x 42 cm https://goo.gl/M4u7d5

02/11/2015

306 a.C. Il filosofo greco Epicuro di Samo fonda la propria scuola ad Atene, il Giardino. La sua filosofia, una delle più importanti dell’età ellenistica, vede il piacere come equilibrio dell’essere con sé medesimo, che eviti le lacerazioni e risparmi perciò il dolore, quindi in un modo molto diverso da quello attraverso il quale molti dei suoi avversari l’hanno tramandato (il piacere come godimento sensuale fino agli eccessi).

da Alessandro Magno e gli imperi ellenistici, a cura di Franca Landucci. Collana Grandangolo Storia del Corriere della Sera

Alzi la mano chi lo sapeva, che il concetto di epicureismo fosse diverso da quello “quale molti dei suoi avversari l’hanno tramandato”. Coraggio, non siate timidi 🙂
Io, ad esempio, non lo sapevo. Ero convinto fin dai tempi della prima superiore che l’epicureo fosse colui che si abbandonava al piacere fine…

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