Ma tu sai chi erano gli Zeppelin?

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Da alcune settimane sto ascoltando parecchia musica. Mentre lavoro, mentre disegno, o mi occupo di altre cose che comunque mi consentano di tenere almeno un orecchio attento e vigile.
In pratica sto facendo suonare tutti i miei cd, con un duplice, anzi triplice, intento: il piacere di gustarmi album e singoli pezzi che non sentivo da un po’, riscoprendone magari alcuni (a volte scoprendoli del tutto, perché in occasione dei primi ascolti non li avevo capiti); passarli uno dopo l’altro sul pc per salvarmene una copia di backup in mp3; valutare se questo o quel cd, una volta salvati in digitale i due-tre brani che ne valgano la pena, possano essere ritenuti superflui e smerciati su eBay senza troppi rimpianti.
Attività, quest’ultima, che dato il mio periodico indulgere allo shopping compulsivo, sia on-line che di viva mano (di svariate cose che non potete immaginare, mica solo di musica… so di essere un caso clinico), rendesi necessaria per recuperare un po’ di spazio sugli scaffali e rientrare in possesso di qualche spicciolo.
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Voci amiche dal web: Katherine e Maurizio (#VociAmichedalWeb)

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[il volo] © maurimarino

D’improvviso mi ritrovo in vacanza.
Non era previsto, ma un paio di concomitanze mi obbligano ad attendere qualche giorno per proseguire un lavoro, mentre su un secondo fronte (che poi sarebbe il primo) posso permettermi di mettere in folle dopo alcune settimane a ritmi quasi frenetici, tali da trovarmi in anticipo di una settimana sui termini concordati. In conseguenza di ciò, ho molto più tempo libero per scrivere.
Eccellente! Ne approfitto subito.

Inizio qui una serie di post dedicato ad alcuni amici, blogger e non solo, con cui intrattengo piacevoli corrispondenze nel mondo virtuale e (ove possibile) in quello reale. Li troverete raggruppati – i post, non gli amici – con l’hashtag #VociAmichedalWeb.
Poiché mi piace parlare di persone capaci di esprimere qualcosa di significativo, nel caso di persone che conosco il piacere è duplice.
Così come duplice è il soggetto di questo primo post della serie, nel quale ho l’occasione di cogliere i classici due piccioni con una fava.
Procediamo.
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Il gioco più bello del mondo (seconda parte)

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(segue dalla prima parte)

Ma nella partita fra Barcellona e Siviglia non ci sono state solo colpe individuali e meriti collettivi. Di singoli giocatori che si siano segnalati in positivo, da ambo le parti, ne ricordo in particolare altri due.
L’uno, il “nostro” già citato Ciro Immobile, arrivato agli ordini di Emery in cerca di riscatto dopo un’annata da dimenticare in quel di Dortmund, che i telecronisti descrivevano un po’ triste, impegnato nel riscaldamento a bordo campo con il risultato ancora di 1-4.
E che, entrato sul terreno di gioco ad appena 10 minuti dal 90°, ha avuto il merito di crederci più di tutti, rubando palla e confezionando l’assist al bacio per il goal a quel punto facile facile di Konoplyanka, per il clamoroso 4-4 con cui si sono chiusi i tempi regolamentari. E come già ricordato si è ripetuto al 120°, solo che purtroppo per lui e per il Siviglia in quell’occasione il suo pregevole spunto è stato vanificato dal destinatario del cross. Altrimenti sarebbe stato il secondo assist vicente per il secondo goal determinante, capace di offrire una nuova occasione al Siviglia di giocarsela fino in fondo, a quel punto ai rigori. Continua a leggere

Il gioco più bello del mondo (prima parte)

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epa04880430 Barcelona's players celebrate with the trophy after winning the UEFA Super Cup match between FC Barcelona and Sevilla at Boris Paichadze Dinamo Arena in Tbilisi, Georgia, 11 August 2015. EPA/ZURAB KURTSIKIDZE

epa04880430 Barcelona’s players celebrate with the trophy after winning the UEFA Super Cup match between FC Barcelona and Sevilla at Boris Paichadze Dinamo Arena in Tbilisi, Georgia, 11 August 2015. EPA/ZURAB KURTSIKIDZE

Mancano poche ora all’inizio del campionato di Serie A, e ho ancora negli occhi la partita di Supercoppa europea tra Barcellona e Siviglia di 10 giorni fa. Centoventi minuti degni di essere tramandati come un compendio di tutto ciò che di buono, bello, spettacolare e imprevedibile possa offrire il calcio.

L’inizio è stata una danza argentina, tre prodezze balistiche su tre punizioni a ridosso dell’area, in tutto nel breve spazio del primo quarto d’ora.
Dopo appena 180 secondi Banega rompe gli equilibri del match portando in vantaggio il Siviglia, ma in pochi altri giri di lancetta Messi sale in cattedra e dalla propria mattonella pareggia e ribalta la situazione in favore del Barça. Un goal uno più bello dell’altro, percentuale al tiro del 100% per Leo.
Una cosa che mi ha fatto ricordare i tempi in cui Zico giocava nell’Udinese, e i radiocronisti chiedevano la linea allo studio nel momento in cui ai friulani veniva assegnata una punizione dal limite, quasi come se si trattasse di un calcio di rigore. La probabilità di veder finire la palla in rete era la stessa che dagli 11 metri, e allora come oggi è ancora così, quando al tiro si presenta un numero 10 di classe infinita.
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I soliti sospetti (seconda parte)

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(segue dalla prima parte)

E fin qui, la storia era nota. Nel frattempo, però, è successa un’altra cosa, di cui non credo che molti siano al corrente, se non per via di qualcuno in famiglia che ne sia stato toccato. Come nel mio caso.

Con l’assegno di luglio, l’INPS liquida una quattordicesima mensilità ai pensionati di fascia più bassa, quale ulteriore misura di sostegno alla loro condizione economica.
Ora, mia madre è una di questi pensionati al poco più che minimo sindacale, e come tale percepisce detta quattordicesima mensilità. Che però a quest’ultimo giro, cioè il mese scorso, non le è stata versata. Qualche giorno dopo l’inizio di luglio, l’INPS le ha inviato una lettera in cui la informava che, prima di corrisponderle la somma prevista, era necessario che lei fornisse all’istituto i propri dati reddituali per il 2014, che non erano noti.

Una richiesta legittima, per carità. Mia madre non ha mai avuto redditi diversi da lavoro dipendente o da pensione, fra le due condizioni è stata una semplice casalinga per parecchi anni, nei quali ha versato contributi volontari per assicurarsi una futura pensione un po’ più consistente del minimo di base. Non ha mai posseduto niente più dei propri vestiti e di una bicicletta, non ha mai avuto possibilità o necessità di chiedere delle detrazioni Irpef a fronte di spese detraibili in sede di 730, e di conseguenza non ha mai presentato una dichiarazione dei redditi. Continua a leggere

I soliti sospetti (prima parte)

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Sospetti

Ecco, lo sapevo.
Uno non fa in tempo a riaffacciarsi alla finestra, salutare gli amici e respirare un po’ di aria fresca in lieta armonia, che già le nefandezze del mondo lo riportano a confrontarsi con la dura realtà quotidiana.
E sorvoliamo, per il momento, sui miserabili vigliacchi uccisori di lupi, leoni, orsi e giraffe.
Ci tornerò sopra un’altra volta, quando il mio furore animalista si sarà un po’ ricomposto e potrò scriverne in modo più pacato. Ma non troppo.

Oggi preferisco dedicarmi a qualcosa di più leggero, quasi comico (nel senso che, esaurita ogni legittima considerazione e rimostranza, non rimane che riderci su). Ovvero, di politica italiana e di quell’oscuro apparato socio-assistenziale-previdenziale noto con il nome di INPS. Argomenti che tocco di rado, a tutto vantaggio della mia salute.
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Prima che l’occhio s’ incanta

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Grazie per aver condiviso con tale semplice perfezione un istante di stupefatta intensità, Mistral carissima. So di ripetermi, ma… è davvero bello tornare a questi lidi dopo tanto tempo trascorso altrove, e ritrovare, intatta e limpida, la tua amabile voce. Un abbraccio

Avatar di ombreflessuoseOmbreflessuose

M’ appare scenario inatteso.

 E prima che l’occhio e

il cuore s’ incantano.

L’ anima è già lì a farci l’amore

    Ombreflessuose                                                     20150730_202419                                       

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Fiore giallo n°16 (o della fragilità)

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stay centered and balanced © Julian Vlad 2015

E’ bello essere di nuovo a casa. Spero di poterci restare più a lungo, questa volta.

Era già da un po’ che indugiavo sulla soglia, ma mi trattenevo dall’aprire la porta.
Non mi sentivo pronto.

Col passare delle settimane, tuttavia, i miei scrupoli si indebolivano. E poi c’era quel riquadro su Facebook, con le statistiche relative alla pagina di questo blog, che nei miei 90 secondi di lurking quotidiano mi sollecitava con frasi tipo: tot persone a cui piace Julian Vlad non hanno tue notizie da un po’. Non pubblichi nulla da 521 giorni.
522 giorni. 523 giorni.
E andava avanti così, un giorno dopo l’altro, come goccia che scava la pietra. Infine mi sono deciso. Il conteggio è arrivato a 543 giorni, da lì in poi è storia di oggi.

In un passato non lontano, rompendo un silenzio durato tanto a lungo, mi sarei sentito in obbligo di dare spiegazioni. Ora non più. Si viene e si va, accadono cose che non si posso controllare, oggi sono qui, domani chissà. Verranno occasioni, strada facendo, di tornare sui fatti di quest’ultimo anno e mezzo. Ma per adesso non c’è alcuna premura. Andiamo avanti. Continua a leggere

Salgo ancora nuove scale (o, anche, sale quanto basta)

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© maurimarino

Oggi avevo in mente questa canzone. Ed è strano, non ricordo da quanti anni non la sentivo. Eppure.
La musica segue vie misteriose, e arriva dritta dove deve arrivare.
Ve la offro così, senza commenti. Testo e melodia dicono già tutto.
Lascio, dunque, parola e voce a Zucchero, e alla sua Pane e Sale

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(foto di Maurizio Marino, per gentile concessione)

Un po’ di buonumore pomeridiano

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Ultimamente, mi rendo conto, scrivo post un po’ malinconici.
Ho i miei buoni motivi, tipo il fatto che in un paio di mesi mi sono crollati, di botto, due distinti pilastri di cose a loro modo importanti e durature. Cose che erano state fino a un attimo prima, e che non saranno più.
Ora come ora, il procedere alla giornata, fra preoccupazioni, incertezze e fatiche, mi logora i nervi. Se poi ci aggiungiamo ‘sto tempo da schifo (ieri e oggi no, per fortuna!), il quadro è un po’ deprimente. Decadente.
Quasi quasi, riprendo in mano le poesie di Gozzano.
No, dai, scherzavo 🙂

Per astrarmi un po’ da questo mio periodo emo/leopardiano, con cui credo di avervi sfrangiato abbastanza gli zebedei, quest’oggi mi concedo una divagazione in tono più leggero.

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