#VociAmichedalWeb: Bachelorette

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Il gioco dell’oca rivisitato da Bachelorette di FarOVale http://www.farovaleblog.com/blog/2015/10/28/il-giochino-di-bachelorette/

Stamattina mi sentivo un po’ combattuto, fra il desiderio di stare fermo e quello di muovermi in qualunque direzione mi venisse in mente. Solo che me ne venivano in mente troppe. Così per superare l’impasse mi sono messo a giocare un po’. E’ davvero un bel giochino, questa rivisitazione del gioco dell’oca inventato da Bachelorette di FarOVale. Ve lo consiglio 🙂

Dai, giocate anche voi!

Champagne
Da quanto tempo non bevevo Champagne? E mi hanno pure chiesto di assaggiarlo. Pensa che figura, se dicevo che era ok e poi loro ci trovavano qualche difetto. Ma appena avvicinato il calice al naso, quel buon sentore di crosta di pane mi ha anticipato ciò che avrei gustato in bocca. Perfetto. E regalato da un amico, pure, per brindare a un incontro. Cosa chiedere di più? Un’altra bottiglia.
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Vista dall’alto (1/2)

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Un tedesco volante è per sempre.

W le donne!

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Il vostro blogger preferito, beato fra le "sue" ragazze :-)

Il vostro blogger, per una sera beato fra le donne 🙂

Non so per quale motivo, ma dal mio primo giorno di lavoro, ormai mezzo secolo fa, in un ufficio in cui mi era stata assegnata una postazione dirimpetto a una ragazza, Barbara, ho scoperto quanto apprezzassi lavorare con una donna. O anche più di una. E da allora è stato sempre così. Che si trattasse di colleghe, di clienti, o di collaboratrici a vario titolo.

Voi direte, bella forza: tu sei uomo, è ovvio che gradisca relazionarti con il gentil sesso.
Mica vero. Cioè, è vero che gradisco relazionarmi con il gentil sesso, in un ampio ventaglio di situazioni pubbliche e private. Ma sul lavoro non è solo questione di gradimento, per così dire, estetico o caratteriale. E’ che, nelle cose pratiche, le donne hanno una marcia in più, c’è poco da fare. Sono più affidabili, più precise, più attente ai dettagli. Più determinate. Più efficaci.
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#IostoconVale

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Valentino Rossi e la sua Yamaha http://goo.gl/6bCthp

Valentino Rossi e la sua Yamaha (http://goo.gl/6bCthp)

Nello sport esiste il principio di lealtà sportiva.
Più stringente del concetto di lealtà pura e semplice, che attiene alla coerenza di ciascuno con valori etici riconosciuti e condivisi, anche a costo di sacrifici, e che può per l’appunto essere ricondotto a un concetto di condotta morale tout court. La lealtà sportiva è più stringente, perché su di essa si basa anche un principio di diritto sportivo, la cui eventuale violazione può portare a sanzioni e squalifiche.

Poi esiste il concetto di sportività, che secondo il vocabolario Treccani si può tradurre in

[…] dimostrare, in attività sportive o in competizioni e prove di altra natura, quelle qualità di lealtà, correttezza, rispetto dell’avversario e disinteresse economico che sono, o dovrebbero essere, proprie del vero sport […]

e che non ha un risvolto giuridico, ma soltanto (si fa per dire) etico e morale.

Quel che è successo ieri, in MotoGp, tra Marc Márquez e Valentino Rossi, attiene a questo secondo concetto; poiché in termini di lealtà sportiva, ovvero di condotta sanzionabile, nulla a quanto pare può essere imputato (né lo è stato) al pilota spagnolo. Sul piano della sportività, invece, hai voglia.
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Saggezza africana

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Altro giro, altro personaggio. Stavolta si tratta di un “gringo” (che è come gli argentini chiamano gli italiani, proprio come i messicani fanno con gli statunitensi) appena arrivato, anzi, a quanto pare scappato, in Argentina. E non si può dire che l’accoglienza lo abbia deluso 😀
Questo racconto è materiale d’archivio, nel senso che si tratta del prologo di un romanzo che avevo iniziato a scrivere 5 anni fa, e poi era rimasto lì, ampiamente incompiuto, come tante altre cose. Forse ora, avendone reso pubblica la prima parte, avrò il giusto stimolo per proseguire nel racconto di questa storia. Stay tuned!

Avatar di Dario AngeloHazen Mavi

Ana Serradilla

Lei si staccò da me e mi guardò negli occhi. Io guardai nei suoi.
C’era qualcosa, in quello sguardo. Qualcosa che non ho saputo cogliere fino in fondo, né in quel momento né mai. E che mi affascinava. Sarei annegato volentieri nello sguardo di quegli occhi neri. Sus hermosos ojos negros.
Una curiosità vivace, divertita. Dolce. Una scintilla di vitalità appena contenuta, di malizia compiaciuta, eppure ingenua.
Si sarebbe detto che, da un istante all’altro, potesse mettersi a ballare nuda sul tavolo della cucina. In un certo senso, quello che stava accadendo ci andava molto vicino. Ed era anche meglio.

Era lì, sdraiata in braccio a me, sul divano di quella piccola stanza, senza nient’altro addosso che un brasiliano di pizzo nero. Le avrei tolto volentieri anche quello, ma non c’era fretta. Mi piaceva guardare come le si disegnava addosso.

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Da Vinci’s world

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Leonardo da Vinci, Mazzocchio (Foglio del Codice Atlantico edizione Hoepli di proprietà di Leonardo3) www.leonardo3.net

Leonardo da Vinci, Mazzocchio (Foglio del Codice Atlantico edizione Hoepli di proprietà di Leonardo3) http://www.leonardo3.net

Di mostre, basate su riproduzioni in scala delle macchine di Leonardo da Vinci, ne esistono decine in tutto il mondo. Io stesso avevo già avuto occasione, anni fa, di ammirare una di esse a Roma; e ne ero rimasto affascinato.
Dunque, cos’ha questa mostra in corso a Milano (purtroppo solo fino al 31 ottobre, ma è probabile che ne saranno fatti nuovi allestimenti, in altre città) di così speciale?

Un sacco di cose.
La prima, e credo fondamentale, è la richiesta da parte dei curatori di resettare tutto ciò che sappiamo, o pensiamo di sapere, su Leonardo e le sue invenzioni. Da Vinci era un genio di proporzioni cosmiche, ma non è che il mondo sia nato con lui, e prima (e intorno) esistessero solo oscurità e ignoranza. Svariate invenzioni attribuite a Leonardo non erano sue, ma di altri. Continua a leggere

Rosso come il sangue, forte come il Barbera

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Lo stadio Filadelfia, inaugurato il 17 ottobre 1926, poteva ospitare oltre 30mila spettatori. Ha accolto il Toro fino al 1994 http://goo.gl/PIfGWD

Lo stadio Filadelfia, inaugurato il 17 ottobre 1926, poteva ospitare oltre 30mila spettatori. Ha accolto il Toro fino al 1994. http://goo.gl/PIfGWD

Bellissimo pezzo scritto da un Vero Cuore Granata.
Queste sono le cose, e i ricordi, che fanno bene al calcio.

Dedicato a tutti gli amici del Toro, con ammirazione, simpatia e rispetto.
Oggi è un bel giorno, per loro, un giorno che aspettavano da tempo.
E ne sono davvero contento.
Ci accomuna un’analoga passione viscerale, l’amore per la maglia, il gusto per il gioco al di là del risultato, la capacità di gioire come bambini per i momenti felici e di accettare con spirito critico quelli tristi.
Tutte cose che ampie fette di tifoserie, ben più titolate delle nostre, non hanno nemmeno idea di cosa siano.
Per come sono fatto, se non fossi stato della Roma prima ancora di venire al mondo, potrei essere solo granata 🙂

Rinasce il “Fila” del Torino e molti di noi con lui

Oggi la posa della prima pietra per la ricostruzione dell’impianto del Toro

MASSIMO GRAMELLINI

In apparenza il «Fila» è un campo di pallone, inaugurato il 17 ottobre di ottantanove anni fa dal principe Umberto di Savoia; lo stadio dove il Grande Torino disputò cento partite senza perderne neanche una; un ammasso di sterpaglie e un ricovero per gatti e barboni da quando sul finire del millennio venne abbattuto con la promessa mendace di una ricostruzione immediata. Nella realtà è il tempio di una fede laica che mescola amore e morte, speranza e nostalgia; il luogo fisico in cui si tramanda la memoria di un rito che attraversa le generazioni e prende le mosse da una vicenda futile come il calcio per sfiorare valori universali.
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Sì, ma… qual è la domanda? (mid season)

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Seconda parte del racconto d’esordio del “caro Dave”. Non indovinerete mai in che città abbia scelto di vivere, e per quale squadra faccia il tifo 😉

Digli pure che io sono in viaggio (seconda parte)

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(segue dalla prima parte)

Con un singulto e un sobbalzo, il treno termina infine il suo viaggio nella stazione della mia città; e dopo aver tentato di uscire sul marciapiede passando dalla porta più vicina rispetto a dov’ero seduto (che lì per lì mi era parsa la cosa più logica, se solo la porta avesse funzionato), riguadagno finalmente la mia auto nel parcheggio, e in due minuti sono a casa.

Ove giunto, ogni stanchezza svanisce di colpo di fronte all’accoglienza festosa dei miei cani, contenti ed eccitati dal mio ritorno, dopo che li ho lasciati da soli con i “nonni” per un giorno e una notte e un altro giorno ancora; cosa che, per svariati motivi di forza maggiore, non capitava da oltre due anni.
Quando, più tardi, smessi gli abiti da viaggio in favore di una comoda tuta, torno a sistemarli per la notte, la gioiosa agitazione del mio trio di pelosetti si è ormai stemperata; la piccola pestifera è già lì acciambellata nella cuccia, e non si muoverà più fino alle 6 del mattino.
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Digli pure che io sono in viaggio (prima parte)

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Un cartello pieno di saggezza, all'esterno di uno stand di birre artigianali presso il Mercato Metropolitano di Milano https://www.facebook.com/MERCATOMETROPOLITANO?fref=ts

Un cartello pieno di saggezza, all’esterno di uno stand di birre artigianali presso il Mercato Metropolitano di Milano https://www.facebook.com/MERCATOMETROPOLITANO?fref=ts

E’ domenica sera, e come diceva qualcuno, sono un po’ stanchino.
Sono appena le 9, ma fra ieri e oggi mi sono sbattuto parecchio, e non vedo l’ora di essere a casa. Tuttavia, più mi avvicino più il tempo sembra rallentare. Effetto anche del treno su cui sto viaggiando, un piccolo convoglio di carrozze tanto scalcinate che sono convinto siano al loro ultimo viaggio. Santo cielo, a furia di singulti, scossoni, luci che si spengono quasi del tutto per poi riaccendersi come per misericordia, sembra che si proceda a spinta.
Per uno di quei paradossi dei viaggi su tratte secondarie, non posso fare a meno di considerare che un Frecciarossa mi ha portato da Milano a Torino, 140 km, in appena 50 minuti con velocità di punta prossime ai 300 orari, e ora sto impiegando altrettanto a percorrere gli ultimi 50 km del mio viaggio.
Una media di un chilometro al minuto.
Chi ha uno scooter da prestarmi?
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