Song’e Napule (primo tempo)

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Da sinistra, Ricardo Rogério de Brito, detto Alemão, Diego Armando Maradona e Antonio de Oliveira Filho, detto Careca, campioni d’Italia con il Napoli nel 1989-90.

E’ un bel pezzo che non parlo di calcio. Rimediamo, dai 🙂
Anche perché mi fa piacere scrivere questo post, sono anni che attendevo un Napoli così.
Il titolo, Song’e Napule, si rifà a quello di un film del 2014 con Alessandro Roja (il Dandi di Romanzo criminale – La serie), in cui il termine “song” si può leggere sia in dialetto, col significato di sono, un’affermazione di orgoglio partenopeo, sia in inglese, come canzone, canto.
E il Napoli quest’anno canta bene assai.

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Funny moment

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Avatar di Dario AngeloBlackS'n'Orange

Trenta secondi di leggerezza in questo pomeriggio domenicale, con un’immagine dalla pagina Facebook di Stephen King.
Il Re mostra una foto della propria cagnetta e commenta così:

Thirty seconds of levity in this Sunday afternoon, with a picture from Stephen King’s page on Facebook.
“The King” shows a photo of his own little female dog, and says so:

Molly, aka the Thing of Evil, plays the game her way: first you score, then you eat the ball.

Molly, alias la Cosa del Male, gioca la partita a modo suo: prima si segna, poi si mangia la palla.

🙂

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#FioreGiallo n° 26 (o della chiave di Sol)

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I miei #anni70 a #45giri da #LittleTony alla #musicasacra passando per #UfoRobot Goldrake. Ovvero, come sognando di diventare un tastierista rock sono finito in missione per conto di Dio 😉

Avatar di Dario AngeloNove fiori gialli

Signature © maurimarino 2011, per gentile concessione. https://www.flickr.com/photos/maurimarino/

10/09/2007

C’era un ragazzino che sognava di diventare chitarrista. Venne il suo compleanno e come regalo chiese, ovviamente, una chitarra. Era molto bella. Piena di corde, però. Provò timidamente a toccarle e ne fu respinto. Allora le accarezzò: emisero un gorgoglio ottuso; niente a che spartire col mondo di suoni che lui si sentiva dentro. “Andrò da un insegnante di musica”, disse. Aveva saputo da qualche parte che quando un sogno ti resta incollato addosso significa che non è più un’illusione, ma un segnale che ti sta indicando la tua missione nella vita. Cucinare. Fare calcoli. Riparare orologi. Ciascuna di noi ha la sua e l’errore è credere che una sia più importante dell’altra, solo perché non tutte procurano fama e denaro.

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Corsi di recupero per astemi

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Un corso di recupero per astemi è davvero un’ottima idea!
Non è mai troppo tardi per liberarsi di un problema, e iniziare finalmente a trarre godimento da uno dei sani piaceri della vita 🙂

Naturalmente, si tratta di un corso di avvicinamento al vino: la simpatica proposta così formulata mi giunge dagli amici di Enoteca Palazzo Mentone, in quel di Cherasco, e mi fa piacere condividerla in questa sede.

Vi cito un estratto della presentazione:

Capita di trovarsi fuori a cena in un agriturismo o in un bel ristorante dove la Carta dei Vini, per alcuni, sembra un libro scritto in aramaico antico e la scelta finisce per ricadere su un nome per “sentito dire” o leggendo la colonna di destra, che spesso è quella che indica il prezzo.
E se invece di far scegliere al portafoglio o al ricordo remoto scegliessimo noi in base a quello che ci piace o quello che vogliamo scoprire?
Una scelta consapevole, una sana curiosità possono portare a piccole grandi soddisfazioni personali!

Ben detto, non trovate?

Qui potete trovare la locandina completa di programma, date e riferimenti.
Detto ciò, non mi rimane che aggiungere: alla salute!

Il lungo addio

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Introduco qui un nuovo personaggio a cui sono affezionato in modo particolare, perché è uno dei primi che abbia concepito, molti anni fa, insieme al vero protagonista di questo filone (che dico, di questo filone… di tutto ciò che scrivo, in fondo).
Da sempre, immagino Valentine con il volto di Jennifer Connelly. E quanto ho trovato questa immagine così suggestiva, con ogni probabilità l’elaborazione grafica di una fotografia, ma che pare quasi un disegno, mi è stato chiaro che non potevano esserci ripensamenti 🙂
Val non ritornerà molto presto, il suo contributo alla storia per ora è tutto qui. Ma chissà, con i miei personaggi, non si può mai dire.

Avatar di Dario AngeloHazen Mavi

(in precedenza: Partire è un po’ morire)

… so che in questo momento ti senti solo, sei arrabbiato e forse anche confuso, ma ci tenevo a dirti una cosa di cui non devi dubitare: hai agito per il meglio.
Sei stato avventato, sei stato un folle, hai rischiato più di quanto fosse possibile rischiare. Ma hai vinto. Hai tratto in salvo delle vite di cui non importava a nessuno (di certo non alle autorità), che senza di te sarebbero state distrutte un pezzo alla volta. Hai messo fine a un crimine rivoltante, e sei riuscito a venirne fuori senza riportare danni alla tua persona.
Dunque, io avevo torto nel volerti trattenere, e tu eri nel giusto, fino in fondo.
Hai servito e protetto, come meglio non avresti potuto; per educare, ci sarà tempo. Il primo fondamento della nostra regola è il più difficile da mettere in pratica, e riguarda innanzi tutto noi stessi.

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Un sussulto di dignità

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I bambini di Auschwitz fotografati dai soldati russi dopo la liberazione. Per i loro coetanei di oggi ricordare è anche un dovere civico (La Stampa)

I bambini di Auschwitz fotografati dai soldati russi dopo la liberazione. Per i loro coetanei di oggi ricordare è anche un dovere civico (La Stampa)

La Shoah si insegna a scuola: è didattica della dignità umana

Firmato a Cracovia il protocollo tra il ministero dell’Istruzione e le comunità ebraiche italiane. Formazione per gli insegnanti

L’articolo linkato qui sopra è apparso su La Stampa già da qualche giorno, ma mi sembra giusto riproporlo oggi, poiché, come tutti sanno (o dovrebbero sapere) questo è il Giorno della Memoria. E mi sembra una cosa buona che, quanto meno a livello di protocolli formali e dichiarazioni d’intenti, le istituzioni si preoccupino di educare le generazioni future al dovere civico della memoria; il dovere di ricordare gli abissi di crudeltà, a cui uomini e donne, molto più simili a ciascuno di noi di quanto vorremmo credere, in un passato non così remoto hanno contribuito in modo attivo.
E non mi riferisco agli aguzzini nazisti, ma a chi per connivenza, avidità, invidia di classe, bassezza morale o qualsivoglia altro motivo, ha venduto il proprio collega, amico, vicino.
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Gru siberiane nei cieli della Granda

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Avatar di Dario AngeloBlackS'n'Orange

Gru siberiane in Yakutia Gru siberiane in Yakutia

Una volta tanto, sarò breve 😉
Apprendo tramite Facebook di una bella opportunità per un po’ di sano birdwatching, proprio a due passi da casa mia, che mi fa molto piacere segnalare:

Oltre 250 gru siberiane, bianchi uccelli maestosi di oltre 140 cm di lunghezza per 10 kg di peso, hanno scelto l’oasi Lipu di Racconigi per trascorrere l’inverno.

La gru siberiana è un migratore su lunghe distanze, già da diversi anni è possibile osservare il loro passaggio nei cieli di Racconigi, ma mai come quest’anno lo spettacolo è intenso sia per il numero di individui presenti sia per il prolungarsi dei tempi di sosta, sicuramente agevolati da un clima particolarmente favorevole.

fonte targatcn.it

L’articolo termina con l’annuncio che martedì 26 e mercoledì 27, cioè domani e dopodomani, i volontari della Lipu organizzeranno un osservatorio guidato dell’evento. Qui è possibile prendere visione del programma.

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Di onde, di promesse, di mutanti e nuovi barbari

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© maurimarino, per gentile concessione https://www.flickr.com/photos/maurimarino/

Il post che segue è di fatto un crossover che coinvolge (quasi) tutti i miei blog, e costituisce un ottimo esempio di cosa significhi porre tutti i miei interessi, ricordi e sfaccettature “sotto un unico cielo”.
E’ un post che nasce su Hazen Mavi perché è così che l’avevo immaginato e scritto, otto anni fa, attingendo ad appunti a loro volta risalenti da 3 a 10 anni prima: come una lettera dal mio alter ego Bill al suo amico Dave.
Ed è così che ho voluto lasciare il testo, pur con le opportune revisioni.
Anzi, a dirla tutta, è così che in quell’occasione avevo scritto l’intero susseguirsi di analisi e riflessioni sul perché scrivo, che ho riproposto a puntate su Nove fiori gialli a partire da qui, e del quale Filosofia mutante rappresenta la conclusione. Quanto meno dell’indagine – per così dire – letteraria.
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Ground control to Dave and Fred

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Avatar di Dario AngeloU.B.EI

Penso a David e mi viene in mente Freddie.
Il primo album in CD lo acquistai a vent’anni, a Cuneo, mentre ero in servizio militare. A pensarci adesso, mi sembra ovvio. Lo spartiacque fra un passato di musicassette, con il nastro che ogni tanto si attorcigliava e dovevi buttare tutto, e il futuro lungo fin qui un quarto di secolo, con decine di dischetti nelle loro custodie quadrate di plastica, allineati e coperti sugli scaffali del mio studio, fu nel medesimo luogo in cui vent’anni prima ero nato anch’io.

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Gorgeous!

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Happy birthday to me 😉

Avatar di Dario AngeloU.B.EI

Ieri la mia attività di blogger ha compiuto 4 anni, entrando dunque nel quinto.
E per festeggiare la ricorrenza con un post leggero e colorato, ho pensato di proporvi le immagini di un particolare oggetto da poco affacciatosi sul mercato.

Si tratta nientepopodimeno che di un diorama di Goldrake (Ufo Robot Grendizer) alto ben 80 centimetri, con la possibilità di variare alcuni armamenti. Per il piccolo otaku che è in me, per il quale l’avvento in tv di Ufo Robot è stata un’epifania paragonabile a quella già vista per il Sandokan televisivo, un prodotto simile costituisce una perfetta sintesi romantica fra i più bei ricordi di un’infanzia felice e il sogno proibito di un collezionista.
Il perché lo definisca proibito, sarà chiaro fra poco. Ma poiché sognare non costa nulla, mi rifaccio gli occhi con le fotografie di cotanta meraviglia, e nel frattempo vi fornisco qualche dato in più sul pregevole articolo:

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