Il vento fa il suo giro

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Qui sopra è raffigurato ciò che, secondo quel geniaccio di Douglas Adams, costituisce il messaggio finale di Dio al creato (giusto per non trascurare un minimo di autoreferenzialità, vi si era accennato qui). In italiano viene tradotto in “scusate il disturbo”, che fa venire in mente un cartello stradale da lavori in corso. Ma in modo più letterale può anche essere inteso come “ci scusiamo per l’inconveniente”, che a me suggerisce un seguito da vecchia televisione: le trasmissioni riprenderanno il più presto possibile.

C’è poco da fare, in certi periodi le cose non scorrono come uno vorrebbe, gli impegni si accumulano, le idee si sfilacciano stanche, inciampando in rughe di disappunti affioranti. La presenza on-line, giocoforza, si fa discontinua.
Il vento fa il suo giro e prima o poi è scontato che torni a soffiare in senso contrario. Allo stesso modo, presto o tardi è certo che volgerà di nuovo a favore. Nel frattempo, poiché non si può controllare il vento, non resta che cercare di correggere le vele, accontentandosi di scivolare un po’ di lato anziché proseguire diritti. In tutto ciò, il richiamo alla fantascienza ironica di Adams mi ricorda di non prendermi (mai) troppo sul serio 😉

 

Easter egg

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Fonte: tenthousandvillages.com

Riflettevo sulle festività pasquali, sul significato che rivestono.
Gli ebrei celebrano la liberazione dalla schiavitù in Egitto. I cristiani, la resurrezione di Gesù, e con essa la promessa di rinascita a vita eterna, per tutti coloro che (durante il proprio cammino terreno) si saranno guadagnati il regno dei cieli. Entrambe le ricorrenze pongono dunque al centro un’intercessione fondamentale della grazia divina.

I was reflecting on the Easter festivities, about the meaning. Jews celebrate the liberation from slavery in Egypt. The Christians, the resurrection of Jesus and, with it, the promise of rebirth to eternal life for all who (during the earthly journey) they will earn the kingdom of heaven. Both occurrences, therefore, pose in the center one fundamental intercession of the divine grace.

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#FioreGiallo n° 27 (o delle seconde occasioni)

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Oggi è primavera: quale migliore occasione per un nuovo fiore giallo? 🙂

Avatar di Dario AngeloNove fiori gialli

Fonte: sololibri.net

10/09/2007

Non è un segreto che Thomas Mann abbia fatto della propria vita letteratura. […] Thomas Mann è stato l’archivista della propria esistenza in migliaia di pagine, il Narciso che conversava col mondo attraverso lettere e missive come per difendere la sua dorata solitudine, lo stratega di una narrativa che ruota intorno a se stesso.

Nel riportare qui le parole che mi ero annotato ormai diversi anni fa, non ho alcun dubbio sul perché l’avessi fatto, cioè sul motivo per cui tali parole mi avessero colpito. Tanto da indurmi a tralasciare il nome del’autore, come se la sola cosa che contasse per me, in quel momento, fosse il loro significato.
A un primo impatto emotivo, è stato (ed è) senz’altro così.

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E’ primavera se…

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Foto di William Albert Allard, http://www.nationalgeographic.it

Questa è una cosa che non avrei mai pensato, un giorno, di trovarmi a considerare; ma nella vita mai dire mai.
Due belle giornate di sole consecutive, luminose e tiepide, mi raccontano finalmente che la primavera è alle porte, e che le nevicate fuori stagione e la recrudescenza improvvisa delle temperature, roba di pochi giorni fa, sono ormai acqua passata. Però.
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Dindim e eu

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Avatar di Dario AngeloBlackS'n'Orange

Fonte: La Stampa

Il Buongiorno di Gramellini di oggi è uno di quei pezzi che a volte attirano sul vicedirettore de La Stampa accuse neanche tanto velate di buonismo.
Il problema è che molti confondono come un eccessivo sfoggio di buoni sentimenti quella che in realtà è solo (si fa per dire) una sensibilità che ci si augurerebbe di incontrare più spesso, una naturale attenzione verso quelle storie e quei dettagli a volte minimi, ma capaci di regalare un sorriso e un piccolo confortante moto di speranza.
La speranza che esistano ancora persone con un animo predisposto alla gentilezza nei confronti di ciò che li circonda; e che dunque, grazie a persone come loro, il mondo possa tornare per un momento ad essere un posto migliore. Per tutti. Cioè, anche per quanti – chiusi nei propri particolarismi, foderati di indifferenza e cinismo – che di certi fondamentali dettagli non si rendono conto.

Buona…

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And the winner is… Michela!

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L’energia e la passione di una teenager vincente che si racconta a cuore aperto, sono cose che non hanno prezzo…
Per tutto il resto c’è la musica. E anch’essa non ha prezzo 😉

Avatar di Dario AngeloU.B.EI

Michela, the winner, a casa propria insieme a Michele Bravi, the singer

Da un po’ di tempo tutto ciò che scrivo riguarda in qualche modo la musica. Dev’essere la primavera che si avvicina, nonostante proprio ora fuori dalle mie finestre stia nevicando come se fosse Natale.
Pochi giorni fa vi avevo raccontato una storia “musicale” a lieto fine, della mia giovane amica Michela e di un sogno inseguito con tenacia e bravura, tanto che… si è realizzato!
(Se per caso vi siete persi il post vi consiglio di leggerlo ora, che sennò poi andando avanti non tutto vi sarà chiaro. Fatto? Bene!)

Oggi, come promesso, maggiori dettagli ed emozioni ce li facciamo raccontare direttamente da Michela, che mi ha rilasciato quella che a tutti gli effetti è la mia prima intervista. E di ciò naturalmente la ringrazio.
Eccola qui.

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Un invito che non si può rifiutare

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And the winner is…

Avatar di Dario AngeloU.B.EI

La musica sa raccontare storie di rara bellezza, al tempo stesso semplici e straordinarie. Siano esse proprie della musica in sé, contenute in opere, arie e canzoni, o che dalla musica vengano ispirate e rese possibili.
Questa, di cui vi parlerò oggi, è una storia del secondo tipo, cioè di quelle “ispirate”. Oltre alla musica, e per mezzo di essa, ha per protagonisti due ragazzi accomunati non solo da una grande passione artistica, ma addirittura – per una di quelle combinazioni che sembrano studiate apposta per una canzone – dallo stesso nome: Michela, e Michele.

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Armonia primordiale

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Piccola escursione fra la ‪#‎musicabarocca‬ di ‪#‎JohannSebastianBach‬ e ‪#‎AntonioVivaldi‬ e l’ ‪#‎alternativerock‬ dei Muse…

Avatar di Dario AngeloU.B.EI

E’ un periodo, questo, in cui scrivo con una certa costanza, almeno un paio d’ore al giorno. Ma non posto quasi nulla.
Butto giù pagine su pagine di cui non riesco a ritenermi soddisfatto, rifinisco, aggiungo una parola, ne tolgo tre, ne cambio qualche altra. E quando credo infine di essere pronto, sento che manca ancora qualcosa; un’ultima rilettura, un dettaglio che potrei aver dimenticato, l’incerta scorrevolezza di una frase.

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Il falò delle vanità

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Al termine del mio ultimo post su NoveFioriGialli ci eravamo lasciati con una storia in sospeso. Ovvero, come sognando di diventare un tastierista rock sia finito a suonare in chiesa. Ed eccoci qua.
Un solo post non basterà per raccontarla tutta, ma buona parte sì.

Andò così. Un giorno mia madre mi portò a messa in una chiesetta di frazione – in cui non eravamo mai stati prima, nonostante fosse piuttosto vicina a casa nostra – e al termine della funzione avvicinò l’anziano sacerdote, per chiedergli se, qualche volta, sarei potuto andare a suonare l’organo che si trovava in quel luogo. Durante la messa mi ero rimirato lo strumento, un organo a canne quasi identico a quello nella foto qui sopra, che occupava un’ampia nicchia lungo la navata laterale.

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