(Coming soon)

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Non avevo mai pubblicato, finora, l’anticipazione di un futuro (prossimo) post. C’è una prima volta per tutto. Del resto, è trascorso davvero troppo tempo dall’ultima occasione in cui ho manifestato segni di vita.
Eccone uno fresco, dunque… 🙂


Luoghi non luoghi © maurimarino 2011

Gentlemen! Welcome to Fight Club.

Il Primo dei Tre avvertì un movimento alle proprie spalle.
Il Secondo dei Tre si voltò, e con la coda dell’occhio fece in tempo a scorgere qualcosa che, fulmineo, se la svignava all’esterno.
Il Terzo dei Tre rimase immobile e in ascolto per alcuni istanti, accertandosi di non udire alcun rumore.
Infine, i Tre tornarono a indagare l’interno di quel luogo, lasciando che i dettagli e il quadro d’insieme facessero fluire in loro sentimenti, ricordi, libere associazioni di idee.

(continua qui)

 

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L’anno che verrà

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Macromondi. Macropaesaggi. Valle Maira. © maurimarino 2016, per gentile concessione

Avete presente quei periodi in cui si è appena tornati da una lunga vacanza e si fatica a riprendere il consueto ritmo quotidiano? A me capita una cosa del genere dopo le feste di fine/inizio anno. E senza essere andato in vacanza.

Credo dipenda dal fatto che ho un rapporto un po’ complicato con le festività natalizie, perché (più spesso di quanto non accada il contrario) finisce che non mi trasmettano alcuna leggerezza. Anzi.

E poiché questo è un tempo dell’anno che la tradizione vuole dedicato ai buoni auspici, ecco che il mio, per quel che mi riguarda, viene di conseguenza: ritrovare fra le mie risorse interiori un certo grado di leggerezza.

O morire provandoci.

(Un po’ drastica come alternativa, lo riconosco 😀
Ma non so mai rinunciare a un pizzico di autoironia, che spero sia evidente. Così, per sdrammatizzare).

In conclusione: buon anno a tutti, anche se in ritardo.
E buon compleanno a questo blog, che oggi ne fa 5.

Mezzo passo più tardi

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Hazen Mavi

(in precedenza: L’ultima alba)

– E ora, cosa vedi?

Kreb Korbo, ufficiale pilota di prima classe, sbuffò piano nel microfono e trattenne un’imprecazione.
– Con l’età stai diventando noioso, Zic.
– Può darsi. Ma tu cosa vedi?
– Lo stesso di un minuto fa.
– Cioè? Ripetimelo per favore, perché forse prima non ho capito bene.
– Nebbia, solo nebbia.
– Sarebbe a dire che non vedi niente.
– Esatto.
– E non credi che sarebbe il caso di ritirarci più indietro?
– No. Manteniamo la posizione fino a nuovo ordine.

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#VersoCasa. 1 – Un sentimento inarrestabile

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Roma è uno stato d’animo. Roma è casa.
Storia di un sentimento, a puntate. Questa è la prima.

Nessuna cosa al mondo maggior di Roma

Immagine dal film Il Gladiatore (2000) di Ridley Scott

Fra le molte, moltissime scene memorabili de Il gladiatore, ce n’è una a cui sono affezionato in modo particolare. Marco Aurelio (Richard Harris) e il generale Massimo Decimo Meridio (Russell Crowe) stanno conversando nella tenda dell’imperatore romano, dopo la vittoria contro i barbari germanici all’inizio del film. Il generale afferma che i suoi uomini hanno combattuto e sono morti per il proprio sovrano, Marco Aurelio appunto. E per Roma.

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Il valore in sé

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BlackS'n'Orange

Lo so. Pubblicare la foto di un cucciolo fa sempre tenerezza e garantisce un discreto successo. E’ quel che si dice prendersi un piccolo vantaggio iniziale.

Eppure, a mostrare una particolare attenzione verso gli animali, o verso i loro habitat naturali, si finisce prima o poi per attirarsi qualche critica. Pressoché sempre la stessa. Ovvero, che ci sarebbero cose più importanti di cui preoccuparsi. Le persone, ad esempio. I malati che soffrono, gli anziani soli negli ospizi, i tanti uomini donne e bambini che in questo preciso momento, nel mondo, stanno morendo di fame.

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Sulla via della Seta

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Un percorso letterario a tema in cinque tappe e in vari luoghi virtuali, uniti da un unico filo di Seta 🙂

U.B.EI

Blue morpho Butterfly, dipinto su seta di Daniel Jean-Baptiste (click on the pic for info & artworks)

Diceva Agatha Christie che un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova.
Nel caso di oggi, il primo indizio era uno scritto di Gramellini, custodito nell’archivio di annotazioni da cui traggo spunto per i miei Fiori Gialli.
Un brano che parla di Alessandro Baricco citando, fra le sue opere, I barbari.

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L’ultima alba (ending)

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Hazen Mavi

(segue da qui)

L’ufficiale si trovò d’improvviso a corto di parole. Si limitò a fissare il proprio superiore con gli occhi sgranati e la bocca semiaperta.
Di rimando, il comandante gli rivolse uno sguardo di amara consapevolezza. Lo sguardo di un uomo che aveva scrutato dentro l’abisso delle probabilità, scorgendovi il riflesso del proprio destino imminente.
Un riflesso decisamente cupo.

– Ci state arrivando anche voi, non è vero?
– Io… proprio non so cosa pensare, signore.

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L’ultima alba (opening)

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Nel frattempo, su un mondo lontano, c’è chi è alle prese con una tempesta solare di notevole entità…

Hazen Mavi

Anche quel giorno, il comandante della guarnigione era sveglio da ben prima dell’alba. Quando non riusciva a dormire gli piaceva osservare l’orizzonte dall’ampia finestra del suo ufficio, in attesa che il cielo notturno iniziasse a tingersi di quell’azzurro incerto, intriso di foschia, che gli ricordava le albe invernali del mondo su cui era nato. Questa era una cosa nuova, per lui; in tanti anni di servizio non aveva mai avuto nostalgia di casa. Forse perché non si era ancora trovato, prima di allora, così prossimo alla fine.

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Foglie cadenti

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Rieccomi. Pausa finita. Era ora.

Impegnarsi per qualche tempo in attività fuori dal consueto ordinario può rivelarsi un esercizio utile, sapete. Forse non ai fini delle attività medesime, ma di certo costituisce una deviazione che può insegnare una cosa o due.
La prima, è imparare a distinguere fra ciò che si è in grado di gestire e ciò che in quel momento proprio non c’è verso. La seconda, è che il tran-tran quotidiano non è poi così male. Anche ove si tratti di una relativa normalità di basso profilo (o venga vissuta come tale), se funziona, è meglio tenersela stretta.
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Un anno se ne va

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Fine luglio. Piena estate.
Se avete letto questo post, sapete già che per me si tratta di un momento dell’anno in cui un percorso si conclude e uno nuovo va per cominciare.
Un anno che coincide con quanto trascorso dalla mia più recente rentrée dopo una lunga assenza; anno in cui, nonostante negli ultimi mesi abbia scritto poco, la mia presenza on-line non si è mai interrotta. E si può considerare un record, perché prima d’ora, da quando ho cominciato, le pause erano durate assai più dei periodi di attività.

Sembrerebbe dunque esserci stata una positiva inversione di tendenza, anche se non si può mai dire: se adesso, poniamo il caso, sparissi fino al 2019, ogni considerazione andrebbe rivista.
Un’obiezione del tutto ipotetica, sia chiaro, ma non casuale.
Poiché oggi intendevo giustappunto salutarvi. Sento il bisogno di staccare per un po’ di tempo lo sguardo dallo schermo del pc, e di disconnettermi dal vasto mondo dei social e del web (che poi sono in parte la stessa cosa, nel senso che i primi appartengono al secondo, anche se tendiamo a dimenticarcene).

A dispetto della vignetta qui sopra, non andrò in vacanza, ma ne approfitterò per lavorare su un paio di cosucce che attendono la mia attenzione ormai da troppo tempo.
Quanto starò via? Non saprei, qualche settimana, in ogni caso non molto a lungo. Di certo, non fino al 2019 🙂

A presto, dunque. E buone vacanze a chi si stia godendo un po’ di meritato riposo fra le mura domestiche o in qualche luogo di villeggiatura, o si prepari a farlo.

Stay tuned!