Tag
#ComandanteMark, #KitCarson, #KitWiller, #oggettiiconici, #oggettiperfetti, #piratiecowboys, #scarabocchidinfanzia, #spadepugnalifuciliepistole, #TexWiller, #TigerJack

(Riassunto delle puntate precedenti: il primo ritorno al luogo natale, fra treni, ottoni, vecchie stazioni, ponti e disegni scolastici).
Io scarabocchiavo di tutto fin dalla più tenera età, come immagino faccia qualunque bambino. Avevo anche un mio stile. Cresciuto a film western e di pirati, disegnavo un rettangolo che rappresentava “il grosso” di un corpo umano, attaccavo gambe piedi e braccia, stilizzate alla bell’e meglio, una testa tonda con su un cappello, infine mani che stringevano pistole, spade o pugnali.
Le pistole potevano essere a pietra focaia, come quella del Comandante Mark, oppure delle Colt .45 Single Action Army, come quelle di Tex e dei suoi pards; tuttora le mie preferite, degli oggetti di pura perfezione estetica.
Giusto per darti un’idea più precisa, poco fa mi sono cimentato nella mia versione di un pistolero nello stile di quegli anni primordiali. Picasso me spicciava casa, proprio, ve’?
Mia madre chiamava quei soggetti “armadi con le gambe”.
Tutto questo succedeva prima che iniziassi la scuola elementare.
Una volta irreggimentato nel grembiule nero d’ordinanza con tanto di colletto bianco posticcio (che a pensarci mi viene il latte alle ginocchia, ma allora si usava così), capitai con una maestra alta e segaligna, capelli sale e pepe tiratissimi all’indietro e stretti in una crocchia ferrea, che è mancata da non molto tempo alla tenera età di novantaquattro primavere e che dunque all’epoca non aveva forse nemmeno cinquant’anni; ma era una tipica insegnante “vecchia scuola” e sembrava già oltremodo vetusta anche lei.
Per le prime settimane, fra settembre e ottobre, ci lasciò stare; eravamo ancora pulcini, forse non voleva spaventarci. Ma dopo qualche tempo passò all’attacco. Poiché il sabato non poteva assegnarci compiti per il lunedì, cosa vietata dai regolamenti scolastici, lei ci chiedeva di fare un disegno. Che era tassativo, non certo facoltativo. Un disegno sul quale poi lei, la maestra, ci avrebbe dato un giudizio e avrebbe appeso tutti i lavori di ciascuno di noi, teneri virgulti, alle pareti dell’aula.
Si trattava di un compito mascherato da esercizio artistico, che per molte domeniche fece ammattire, insieme, i miei genitori e me. Perché era una cosa che non ero abituato a fare e della quale non avevo alcuna voglia, e di fronte alla pazienza (poca) del mi babbo e quella (più volenterosa) della mi mamma, che un po’ col disegno sapeva cavarsela, io sbuffavo sconsolato.
I miei mi comprarono dei libri da disegno per bambini, di quelli che ti mostrano come realizzare delle figure su fogli quadrettati, tipo un faro o una barca.
Solo che la maestra ci forniva lei stessa i fogli, bianchi, senza quadretti; e non accettava di vedere, poi, che noi avessimo tirato delle righe per aiutarci. Doveva essere fatto tutto a mano libera. Vecchia scuola e pure testarda.
(segue)
CREDITS, NOMI E RIFERIMENTI:
Ritratto dell’artista da giovane è il titolo di un romanzo di James Joyce.

Il Comandante Mark in una copertina tratta da qui e la riproduzione moderna (di libera detenzione e vendita) di una pistola a pietra focaia simile a quelle che comparivano nel fumetto, per tacere della spada con guardia a tazza usata da Mark, a tutti gli effetti un rapier spagnolo.

Tex Willer e i suoi pards, in un disegno di Claudio Villa tratto da qui, e una riproduzione moderna a basso potenziale (di libera detenzione e vendita) dell’iconica pistola Colt .45 SAA.