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© maurimarino

Un lunedì mattina, sul finire dello scorso luglio, mi sono svegliato con un’idea chiara in testa: era giunto il momento di concedermi una piccola vacanza.
Poichè in questo periodo sto lavorando da casa, il concetto di vacanza potrebbe sembrare un po’ relativo. Mi gestisco orari e impegni a piacimento, esco a passeggio o a fare commissioni quando mi pare e mi sia più utile. Scrivo, parecchio, sul mio blog. Le entrate sono quelle che sono, ma sto lavorando per il futuro, in assoluta libertà 😉

Diciamo, dunque, che l’idea in questione potrebbe definirsi meglio in questi termini: era tornato il momento di fare un viaggio. Breve, una settimana o anche meno. Sulla destinazione non c’erano dubbi. Non ce ne sono mai 🙂
Era da un anno che non mi muovevo di casa per più di 30-40 km; in caso contrario (cioè se mi fossi concesso qualche gita fuori porta di tanto in tanto) avrei anche potuto pensare ad una metà alternativa, qualche altro luogo in cui non sono mai stato o non vedo da tempo. Ma dopo un anno, il richiamo della più bella città del mondo, e se è per questo, dell’intero universo, è irresistibile (°). Il richiamo della Città Eterna. Il richiamo di Roma, caput mundi. Il richiamo di casa mia 😀

Ma come casa tua, sei di Roma?

No, non sono di Roma. Non ho legami di parentela, nemmeno alla lontana. Non ci ho mai vissuto, se non per qualche giorno di vacanza di tanto in tanto (36 volte in 20 anni, la prossima sarà la 37esima). E nonostante ciò, per me Roma è casa più di quanto lo sia qualunque altro luogo, alla pari delle stesse mura fra cui abito. E’ una questione di amore e passione, o meglio, una felice corrispondenza di amorosi sensi. Ma questo è un concetto che chiarirò meglio nel prossimo post sull’argomento 🙂

Non sono di Roma, ma di certo sono della Roma, la squadra che porta il nome e i colori della Città Eterna. L’AS Roma è parte di me, fin dentro il midollo, esattamente come la Città, con cui la considero un tutt’uno; insieme ai romani, soprattutto quelli come me di fede giallorossa. Ed il pretesto, o se vogliamo una motivazione aggiuntiva, per questo viaggio, è proprio una partita della Roma. La prima dell’attuale campionato di Serie A fra le mura amiche (la prima in assoluto si è disputata domenica scorsa, a Livorno), che si giocherà domenica 1 settembre nel tardo pomeriggio, contro il Verona.

C’erano diversi buoni motivi per resistere alla tentazione dell’idea, pur così luminosa, con cui mi sono svegliato quel mattino di qualche settimana fa. Motivi di opportunità economica, di impegni in corso o previsti.
Per quanto riguarda la partita specifica, il fatto che la nostra Curva Sud sarà chiusa al pubblico e priva di tifosi, dunque vuota, dunque un po’ triste, causa squalifica per i (presunti) cori razzisti nei confronti di quello s****** di Mario Balotelli, occorsi nell’ultima partita della passata stagione.
Ma quando mi balena in mente che potrei concedermi un viaggio a Roma, un ritorno a “casa” per qualche giorno, si tratta di un’idea così gioiosa e galvanizzante, che (a meno di motivi davvero gravi) spazza via qualsiasi dubbio, e trullallero trullallà mi metto subito all’opera per organizzarla.
Pochi click, e in 10 minuti, a metà di quel lunedì, avevo prenotato l’albergo (sempre lo stesso, da 10 anni a questa parte… si potrebbe definire la dépendance di “casa” 🙂 ) e acquistato on-line il biglietto del treno, non mi restava che stamparlo. E attendere il giorno della partenza.

Quel giorno è oggi, e sono in viaggio alla volta della Capitale da circa 4 ore. Mi trovo a bordo di un comodo treno Frecciarossa, e devo dire che le cose, rispetto alle mie esperienze poco felici di qualche anno fa, sono parecchio migliorate. Posto a prezzo scontato in carrozza Premium, comode poltrone in pelle umana, wi-fi free (1 centesimo di euro per 24 ore, prezzo quanto mai simbolico), servizio giornali e bar al carrello, frequente e gratuito. E bagni puliti ed in piena efficienza, compresi tutti gli accessori 🙂
Stamattina sono partito dalla stazione di Bra alle 6:36, sceso a Torino Porta Susa alle 7:27, salito sul Frecciarossa in direzione Roma alle 7:53 e partito in perfetto orario. Dopo mezzora ero già alle porte di Milano. Poco fa abbiam passato Firenze. Sarò a Roma per mezzogiorno, dopo sole 4 ore di viaggio da Torino, circa 5 e 1/2 in totale. Questo si che si chiama viaggiare!

Fra l’altro, ho potuto apprezzare la comodità del nuovo servizio di metropolitana leggera che collega Bra a Torino con corse ogni ora, favorendo i pendolari che per recarsi sotto la Mole, per motivi di lavoro o di studio, ora non sono più costretti a barcamenarsi fra littorine locali e tratti in auto fino a Cavallermaggiore (ovvero, la stazione ferroviaria più vicina a Bra sulla linea diretta Savona-Cuneo-Torino, l’unica fino a poco tempo fa che offrisse un adeguato numero e frequenza di soluzioni di viaggio verso il capoluogo piemontese).

A Porta Susa, poi, ho ammirato per la prima volta il nuovo snodo ferroviario sotterraneo, con un’organizzazione e una tempistica che ti sembra quasi di essere capitato in Germania: certi standard di servizio, fino all’altroieri, nel nostro paese erano fantascienza. Sul binario presso cui attendevo il Frecciarossa per Roma sono transitati, hanno preso a bordo i passeggeri e sono ripartiti per le rispettive destinazioni, la bellezza di 4 treni in 20 minuti. Tutto in modo rapido e ordinato.

Per agevolare le persone che debbano salire sul treno, ci sono addirittura dei monitor appesi in alto, sopra le banchine, in corrispondenza dei vagoni, dei quali mostrano il numero di carrozza prima che il treno arrivi e si fermi.
In tal modo è possibile portarsi per tempo nel punto di fronte a cui si fermerà la propria carrozza (la foto scattata con il cellulare è un po’ sovraesposta, ma si capisce abbastanza):

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Nel frattempo, ridendo e scherzando, il treno è quasi alle porte di Roma. Pregusto già lo sbarco alla Termini e l’emozione di posare di nuovo i piedi sull’amato suolo 🙂

Dunque, al momento vi saluto, ma ci risentiremo presto!

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(°) Per fare un’affermazione del genere, mi rendo conto, dovrei aver visitato tutti i luoghi della Terra e compiuto almeno un salto fino a Proxima Centauri… ma si tratta ovviamente di un’iperbole passionale, senza eccessive pretese di oggettività 😉
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(Foto di Maurizio Marino, per gentile concessione)

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